Letta 501 volte 26 aprile 2004 alle 14.33 di netquik Fonte: tecnologia.virgilio.it
Google censore
PartsExpress.com si definisce il sito numero uno per la distribuzione di componenti per l'audio e il video - peccato che chi cerca sue notizie sul motore di ricerca Google non potrebbe mai saperlo, se utilizza l'opzione per bloccare i siti porno. Per caso, infatti, il nome del dominio del rivenditore include una sfortunata stringa di lettere, "sex" ("sesso"), sufficiente per far scartare il sito dal filtro di Google.

Ma le falle di SafeSearch non sono solo un aneddoto: possono avere infatti serie conseguenze per gli operatori dei siti Web che vengono scartati.

Secondo Matt Cutts, l'ingegnere di Google che ha sviluppato SafeSearch quattro anni fa, il suo algoritmo ricerca un numero "relativamente piccolo" di parole chiave nell'indirizzo di una pagina Web. Se una di queste viene rilevata, l'algoritmo di SafeSearch inserisce l'indirizzo in una lista di scarto e non compie il passo successivo, cioè valutare il contenuto del sito.
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